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Dall’Italia al Sahara “Nel tempo del Ramadan”

Pubblicato il 20/04/2022
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In questa nuova avventura, mi rimetto in “moto” con un amico. Il programma sarà: “nessun programma”.

Insieme abbiamo fissato la data di partenza, il limite per l’arrivo e ci siamo detti “finché c’è gomma sui tasselli si va!”.

Con questo assunto, ho riempito una mappa di magici luoghi, sognando di visitarli tutti.

Vi dico subito che non sarà possibile, sarebbe bello, ma l’area dove potremmo atterrare è molto vasta.

Traverseremo il sud della Francia, ci butteremo giù in picchiata fino al punto più estremo della Spagna e dal porto di Algeciras cercheremo di imbarcarci per raggiungere Tangeri e entrare da qui in Marocco. Fino a tre giorni fa il confine era chiuso al traffico marittimo, solo una notizia ANSA ha segnalato il lento riprendere dei movimenti passeggeri, Viaggiare Sicuri e il nostro Ministero dicono ancora che il traffico marittimo è chiuso.

Pertanto, se riusciremo a passare lo stretto di Gibilterra ci arrampicheremo sull’Atlante, per poi andare a sentire quanto picchia il sole a Merzouga e forse ancora più giù fino alle altissime dune sabbiose di Erg Chigaga, altrimenti gireremo a destra verso il Portogallo.

Ho un elenco infinito di piccole località che vorrei incontrare, da Nazarè dove si frangono le più grandi onde dell’oceano a El Rocio dove la bianca Cattedrale spunta dalle polverose strade in terra battuta, per poi vedere i monti dei Picos de Europa e riposare infine le ossa in Camargue.

Se qualcuno proverà a mettere un punto sui luoghi appena citati vedrà che uno è in Portogallo uno in Spagna e l’ultimo in Francia.

Idee chiare e confuse allo stesso tempo sarà un viaggio giorno per giorno con un vago piano.

Saremo in quattro io, la mia svedese (Husquarna), Guerrino e la sua tedesca (BMW).

Poco più di un mese fa, tornando dal Cile, con l’animo leggero di chi ha vissuto una straordinaria avventura mi sono ritrovato in un mondo stravolto da una incomprensibile guerra.

Sono state settimane di annichilimento, angoscia, zapping continuo su TV e giornali, alla ricerca di notizie per trovare un ragionevole motivo che potesse spiegarmi le cause, non l’ho trovato.

Con il conflitto aumentano i luoghi impenetrabili, per far capire quanto il mondo si sta restringendo agli amici racconto spesso una storia.

Negli anni Settanta era possibile partire in pullman da Londra ed arrivare a Katmandu in Nepal passando per luoghi che oggi sono praticamente inaccessibili o fortemente limitati, Siria, Pakistan, Iran, Iraq e tutti i paesi con il suffisso -sthan (Afghanistan, Turkmenistan, Tajikistan…) che significa posto, terra, nazione e deriva da sanscrito sthana (luogo, casa).

Bene, con l’auspicio che la terra torni ad essere la casa dell’uomo e conscio che non posso fare nulla per risolvere le follie del mondo, non voglio rimanere inerte ad attendere che il cielo mi cada sulla testa (cit. Asterix) dopo settimane in cui non sono più riuscito a scrivere una parola, riparto alla ricerca di qualche goccia di strada che ristori l’inaridirsi dell’anima.

Si precisa che l'intero ricavato derivante dalla vendita dei libri è devoluto a scopi benefici, a sostegno di Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale. Acquistando questi libri, si contribuisce direttamente al finanziamento di iniziative volte a sostenere comunità, progetti di beneficenza e altre attività a fini non lucrativi. Grazie per il vostro supporto verso queste cause.

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