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Laos · Big Asia Race

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Big Asia Race - Laos 2019

Pubblicato il 01/05/2019

Sono arrivato a casa, alle una e trenta del mattino, ho guidato la moto per 11 giorni tra Vietnam e Laos, ieri sono partito da Hanoi, ho viaggiato ventisei ore, aereo, auto, per ritrovare casa.

Forse avrei dovuto perdere quell’aereo, lasciare partire gli amici, magari prendere una piccola moto, muovendomi piano, cercando di non fare troppo rumore, imboccare la via della vita.

Ora sono le cinque del mattino, sdraiato sul letto, con le gambe gonfie dalle tante ore confinato in un piccolo sedile, ho i crampi ai polpacci, mi sono fatto un té, ho dormito tre ore, la testa è accesa in cerca di dopamina, che calmi DRD4 7r, tranquilli, non è un nuovo amorevole robot di Guerre Stellari, ma “il gene del viaggio” quello che parla al mio umore, che mi fa sentire felice solo quando, là in fondo, vedo una curva, allora devo andare, curioso di vedere cosa c’è al di là, in fondo alla strada…

Sul letto, mi sembra di essere un pesce fuori d’acqua, che sbatte la coda, salta sul pavimento con tutte le energie che ha, si dibatte tra la vita, l’acqua, e la morte, lo spazio nell’aria che non gli appartiene.

Come il pesce rosso, che salta fuori dalla bolla di vetro, relegato in un piccolo mondo, preferisce morire sull’assito, ma tenta, con un ultimo salto, di ritrovare il fiume della propria vita.

Allora mi domando, quale è casa, perché casa?

La parte razionale di me fa la faccia seria e cerca di argomentare una risposta, “perché là ci sono gli affetti, i legami con le cose, è lì dove hai costruito la tua storia, il tuo lavoro, tutto quello che ti rende sicuro!”

Il romantico wanderluster risponde, “panzane, non mi sembrano ragioni sufficienti per rimanere ancorato ad un luogo, chi ti ama deve accettarti così come sei, non puoi spegnerti per sentirti conforme.” Allora guardo Wandern l’esploratore e Lust il desiderio sono lì a farmi compagnia, a rendermi insofferente già a poche ore dal ritorno, dialogo con loro, in cerca di una ripartenza, forse anche di una nuova vita, là in fondo dietro la prossima curva.

Vedi il libro 

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Moto utilizzata per il viaggio

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alcune informazioni se volete intraprendere questo viaggio

Moto usata: Honda XR650, sporca, scomoda, rumorosa, la adoro. E’ la seconda volta che uso per un viaggio, stavolta partendo da Hanoi, come in tutte le storie di amore qualche volta si è traditi e visto l’età del mezzo e le strade, su uno scosceso tratturo mi si è rotto il telaio, fortuna vuole che in un piccolo villaggio che avevo da poco oltrepassato ho trovato un gruppo elettrogeno ed una saldatrice usata per riparare gli attrezzi agricoli. Nei viaggi ci vuole anche un po’ di fortuna e qui ne ho avuta tanta, ma leggete la storia se vi va.

Periodo: Aprile-Maggio

Strade: Non pervenute. Il paese è poverissimo le strade ancora di più, durante il cammino, mentre attraversavo incerti ponti dalle consunte tavole di legno, tra le cui doghe potevo vedere benissimo l’acqua che scorreva decine di metri più in basso, ho pensato di non farcela, poi uno scricchiolio un sobbalzo una preghiera a Ermes (guardiano e protettore delle vie) mi ha portato sulla opposta ripa. Bene, che dire di più, lungo la strada mangiate il miele direttamente dai favi che i locali raccolgono nella giungla, troverete spesso i venditori accovacciati sul percorso, fermatevi non ve ne pentirete.

Meteo: buono, solo alcune ore di acqua, due mezze giornate.

Temperatura: caldo e umido

Se vi interessano le tracce GPS i POI o qualsiasi altra notizia potete scrivermi all’indirizzo del sito.

Si precisa che l'intero ricavato derivante dalla vendita dei libri è devoluto a scopi benefici. Puoi visitare la pagina che raccoglie tutte le Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale a cui vengono devoluti i ricavi.

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