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Mongolia · GO МОНГОЛ!

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Go Mongolia! 2018

Pubblicato il 04/05/2018

La mensola è vuota, ho aperto l’ultimo pacchetto, la carta che scrocca mi accende un sorriso, un nuovo viaggio si avvicina, le mie piccole clessidre di odori hanno marcano il tempo.

In ogni viaggio raccolgo saponi artigianali, piccoli, storti, dai profumi più strani, spesso trasparenti e con strana inclusione.

Ogni giorno apro le aliene etichette, le scruto, ricreo gli odori, sniffo il viaggio, accendo i ricordi, che riaffiorano vivi.

L'ultimo sapone, portato dal Nepal, é andato, il tempo è davvero volato, il lavoro, una vita ordinata, la nostra complessa realtà, che sempre più fatico a capire.

Bene! La fuga è vicina.

I pochi bagagli, ordinati in un angolo attendono, viaggiare leggeri, nel cuore e nell’anima.

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Moto utilizzata per il viaggio

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alcune informazioni se volete intraprendere questo viaggio

Moto usata: Shinerray 150, la piccola moto cinese usata dai pastori con serena tranquillità vi porterà ovunque, gli undici cavalli e mezzo vi potrebbero sembrare esigui ma per la maggior parte del tempo viaggerete sui prati e  qui la miglior cosa da fare non è correre ma guardarsi intorno. Gli incontri saranno notevoli, vi troverete nel bel mezzo di branchi di Takhi il piccolo cavallo mongolo, di cammelli, yak, mucche, pecore e capre con i falchi e le aquile che voleranno sopra la vostra testa. Dimenticavo… ogni buca contiene una marmotta e vi giuro che sono infinite, le vedrete saltare ovunque davanti alla vostra ruota. Pochi saranno gli umani che troverete lungo il percorso, ma alcuni incontri vi segneranno per tutta la vita, nella valle di Orkhon, dopo ore di guida in solitario, un pastore mi viene incontro a cavallo, ha un falco sul braccio, mentre si avvicinana lo lancia chissà verso quale preda, nell’altra mano tiene una lunga pertica con un cappio alla fine con cui cattura gli animali, si ferma vicino alla mia moto e mi sorride, stiamo un po’ ad annusarci, scambiamo qualche parola, lui nella sua lingua, io nella mia, non so se i suoi erano saluti o qualcosa d’altro ma vi giuro che avevo i brividi, io cittadino nella mia armatura da moto, lui a torso nudo con la pelle lucida che brillava al sole.

Periodo: agosto, praticamente l’unico periodo possibile se non volete avere troppo freddo

Strade: ma quali strade? Magnifici prati dal fondo sabbioso, centinaia di guadi a volte impraticabili, scendete sempre a controllare prima di traversare, se un pastore a cavallo è nelle vicinanze vedrete che si avvicinerà e vi indicherà il punto migliore per passare. La millennium road che taglia tutta la Mongolia è una trappola mortale piena di carcasse di animali investite dai camion e buche cosi profonde da perdercisi dentro, molto ma molto meglio gli sterri e i prati.

Meteo: se andate a nord preparatevi all’acquazzone giornaliero, per qualche istante sembra il finimondo, poi tutto si acquieta la sabbi assorbe rapidamente l’acqua, i torrenti gonfi ritornano ruscelli.

Temperatura: dai 7-8 gradi della notte ai 15-18 del giorno. L’alloggio che normalmente troverete sarà all’interno di una gher, la comoda tenda mongola ricoperta di feltro, tutte hanno una stufa centrale e per un paio di ore vi sembrerà di essere in un forno, questo sarà sufficiente ad asciugare gli abiti, poi calerà il gelo … mi raccomando non alzatevi a fare la pipi!!!

Se vi interessano le tracce GPS i POI o qualsiasi altra notizia potete scrivermi all’indirizzo del sito.

 

Si precisa che l'intero ricavato derivante dalla vendita dei libri è devoluto a scopi benefici. Puoi visitare la pagina che raccoglie tutte le Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale a cui vengono devoluti i ricavi.

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